Ordinanza di demolizione

IL CASO DEL CONDOMINIO ABUSIVO ANGOLO VIA ROBECCO/GIORDANO: DOPO UN SILENZIO DELL'AMMINISTRAZIONE DURATO 25 ANNI, LA SITUAZIONE PRECIPITA

E' davvero sottile la differenza che può esserci nella qualificazione di un atto amministrativo, in questo caso da parte dell'Amministrazione di Cinisello Balsamo, in base alle eventuali contingenze del momento.

Ci sono "atti dovuti" di normale e corretta amministrazione, che possono rimanere in un cassetto per 25 anni, la cui omissione si rivelerà favorevole al responsabile di un abuso edilizio.

E ci sono "atti dovuti" che invece, dopo ben 25 anni - e pertanto ulteriormente ben procrastinabili o risolvibili mediante una scelta di opportunità e accordi con le parti - vanno diritti a colpire chi quel l'abuso non l'ha commesso ed, anzi, si ritrova, oggi, a subirne le conseguenze economiche e psicologiche di fronte ad un'Amministrazione improvvisamente divenuta troppo zelante.

Questo è il recente caso dei presunti abusi edilizi del Condominio tra Via Giordano e Via Robecco, ironia della sorte, sito proprio di fronte all'Ufficio Tecnico.

C'è da rimanere sconcertati per le gravi irregolarità ed omissioni attuate a partire da circa 25 anni or sono sino ad oggi, proprio da quell'Ufficio Tecnico che, tra l'altro, altra ironia della sorte, pare versare anch'esso in situazione di non conformità edilizia per gli stessi motivi.

Il sopracitato Ufficio Tecnico invece di notificare regolarmente, per gli opportuni provvedimenti sanzionatori del caso, all'impresa costruttrice Immobiliare Badia il rapporto di servizio del 09.05.1988 che rilevava irregolarità nel rispetto del vincolo cimiteriale e della cubatura sfruttabile, ha omesso ogni comunicazione e sanzione ("atti dovuti" o no?) all'impresa, e successivamente ha lasciato giacere in un cassetto quel rapporto di servizio, sino ai giorni nostri.

L'Immobiliare Badia poté, allora, tranquillamente vendere a terzi tutte le unità immobiliari, senza incorrere in alcuna responsabilità, mentre gli acquirenti che si sono via via succeduti negli anni non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione in merito alle irregolarità riscontrate dall'Ufficio.

Solo oggi, a distanza di ben 25 anni, l'Amministrazione comunica ai proprietari le irregolarità riscontrate nel 1988 e, nonostante le rassicurazioni date nel corso di diverse riunioni intercorse, di recente è stato addirittura notificata ordinanza di demolizione.

Naturalmente l'ordinanza lascia spazio ad una possibile trattativa, poiché in caso di non rispetto dell'ordine di demolizione sono previste delle sanzioni alternative, nel caso di specie di rilevante entità.

Il Sindaco e l'Amministrazione - per ora solo a parole perché gli "atti dovuti" dicono tutt'altro - hanno confermato la volontà di trovare un accordo con i condomini; ma nel frattempo l'ordinanza è stata notificata.

Ma è proprio questo che ci si chiede, quale spunto decisivo di riflessione: poteva davvero non essere evitata la notifica dell'ordinanza?

I condomini si trovano ora a dover correre, e a ricorrere al TAR entro 60 giorni, circostanza che già di per sè si sostanzia in un grave danno, perché determinerà ingenti esborsi e anticipazioni necessarie per le spese legali.

I condomini, dopo aver depositato un esposto alle forze dell'ordine, hanno annunciato anche una richiesta di risarcimento dei danni al Comune.

L'auspicio è che i danneggiati, alla fine di quello che già ora è possibile immaginare come un "calvario" burocratico- amministrativo-giudiziario, possano cavarsela quanto meno con il rimborso di ogni singolo euro anticipato ed una ammissione forte, chiara e trasparente di grave responsabilità da parte dell'Amministrazione, con conseguente concreto e tempestivo ristoro dei danni causati.

 

A.M.